Relazione Presidenziale Assemblea 2016

In questo primo anno di attività, la nostra Associazione, che ha superato i 150 soci, si è concentrata sull’importante questione di riduzione delle conseguenze di VIA SICURA. Come sapete, il trend va verso l’inasprimento delle sanzioni in modo tale da risultare – a volte – assurdo.

In particolare sono inaccettabili le conseguenze per i cosiddetti “pirati della strada”. Se da un lato era comprensibile punire i veri delinquenti della strada (il vero pirata ad esempio è colui che sfreccia a velocità assurda in zona abitata, causa un incidente, fugge e abbandona i feriti), nell’applicazione pratica risultano inaccettabili la tipologia di “bersaglio”, i metodi e le conseguenze.

Purtroppo i veri pirati sono difficili da beccare e i casi sono fortunatamente rari. Pertanto la soluzione trovata, invece che fare costosa prevenzione, è andata verso la repressione con posa di radar. E non solo dove è giustificato (alle 16.00 davanti a una scuola), ma purtroppo in zone “trappola”, sfruttando luoghi, segnaletica e (dove manca) la regola del limite generale di 50 km/h (valido sino a che non viene modificato da altro segnale). In questa prima e unica (per ora) attività, abbiamo scelto la strategia di puntare direttamente al parlamento. La nostra Associazione, in contatto con altre, ha ad esempio criticato la via che volevano scegliere in Canton Vallese (incarico ad un professore di preparare un’iniziativa costituzionale per limitare le conseguenze di VIA SICURA), in quanto i tempi sarebbero stati lunghissimi. Noi, dopo l’elaborazione di un testo di modifica della legge, abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro con la Deputazione ticinese alle Camere federali. Siamo stati accolti bene e, tranne un membro, abbiamo avuto rispondenza. Infatti il 15 dicembre 2015 il Consiglio nazionale ha accolto la mitigazione di questa legge su iniziativa dell’Onorevole Fabio Regazzi. Abbiamo vinto un’importante battaglia, ma è ancora presto per esultare, in quanto manca ancora la decisione del Consiglio degli Stati. Se dovessimo spuntarla anche in quel consesso, ci potremo dedicare anche alle altre attività previste dallo Statuto. Avremmo voluto sensibilizzare con campagne pubblicitarie, ma le nostre risorse sono ancora scarse. Alcuni sostenitori ci avevano offerto un sostegno finanziario tangibile, ma per ora contiamo solo sulle quote sociali (d’entrata e annuali). 2

Dobbiamo anche constatare che non tutti i soci sono stati diligentissimi nel versamento.

Abbiamo comunque creato un sito e aperto una pagina Facebook e il sito per diffondere articoli ed eventi e per sostenere i candidati che ci hanno sostenuto e che si sono impegnati per iscritto a portare avanti la nostra campagna in caso di elezione.

Su suggerimento di alcuni soci, abbiamo intrapreso l’opera di miglioramento del sito affinché vi sia una modulistica più semplice con dei campi obbligatori, do modo che, dopo l’invio della richiesta di adesione, l’interessato riceva in automatico l’avviso di conferma di iscrizione alla UAM con il numero di conto, la polizza e quant’altro.

Si è anche fatto capo al Corriere del Ticino e alla televisione allo scopo di ottenere visibilità e sensibilizzare maggiormente il pubblico sul tema. Ad esempio prossimamente vi sarà una puntata di Falò dedicata al tema delle conseguenze accessorie alla revoca e alle sanzioni penali.

Vorrei infine ringraziare tutti coloro che hanno collaborato gratuitamente per sostenere e portare avanti la nostra causa.

Il Presidente

Avv. Rossano Guggiari

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